Ottobre – Siamo in una valle laterale della Valsesia, nel Comune di Alagna e risaliamo la Val Vogna. Il viaggio inizia  lungo  la strada asfaltata che da Riva Valdobbia raggiunge la Frazione Sant’Antonio.  Lì troviamo  una pista che – costeggiando per lunghi tratti  il torrente Vogna   – termina nei pressi della frazione Peccia. Lungo tutto il percorso si diramano  i sentieri che portano verso alpeggi, laghetti e pascoli. 

Autunno in Val Vogna

Val Vogna, nuclei abitativi sparsi. Metà ottobre  (Franco Gray)

Torrente Vogna

Il torrente Vogna, autunno 2021 poco oltre la Frazione Sant’Antonio (Franco Gray)

Foto in alto: autunno – La Val Vogna è caratterizzata da numerosi nuclei abitativi sparsi: alcuni si svuotano in inverno. La località prende il nome dal torrente omonimo che la segna profondamente. 

Foto a lato: il torrente Vogna nei pressi della Frazione sant’Antonio. 

Il torrente Vogna – Stando alle mappe, il torrente Vogna si forma attorno ai 2300 metri di altitudine. Da lì, raccogliendo i suoi affluenti, scende con un percorso spesso tumultuoso fino a Riva Valdobbia  e si getta nella Sesia. Le sue acque hanno scavato gole profonde, a volte impraticabili, sovente visibili dai tracciati  che le sovrastano. Risalire la Val Vogna da Riva Valdobbia è agevole: una strada asfaltata porta infatti fino alla Frazione Sant’Antonio. Da lì un tracciato sterrato (percorribile con i mezzi a motore solo dai soggetti autorizzati)   fiancheggia il torrente  per lunghi tratti. Giunti alla Frazione Peccia la pista finisce, iniziano i sentieri e il viaggio tra i colori prosegue…

Colori

Torrente Vogna, cinorrodi e conifere

Acqua, cinorrodi e conifere (Franco Gray)

In alto – A sinistra i colori del torrente Vogna. Al centro i falsi frutti (cinorrodi)  di una rosa. A destra:  il verde dell’abete rosso e i larici che stanno ormai perdendo le foglie.

Foto sotto – Dalla strada verso la Frazione Sant’Antonio un ruscello affluente di destra del torrente Vogna.

Ruscello. Affluente della sponda destra (Franco Gray)

Ruscello. Affluente della sponda destra (Franco Gray)

Conifere e latifoglie- Sui fianchi dei monti e intorno ai nuclei abitativi sparsi (Franco Gray)

A sinistra: conifere e latifoglie.  Nella foto a destra i colori accesi dei ciliegi selvatici  (Franco Gray)

 

Dalla Frazione sant’Antonio alla “Montata” – Metà ottobre: conifere e latifoglie

Se il mese di ottobre passa senza forti sbalzi termici  le foglie degli alberi decidui cambiano gradatamente di colore e assumono  sfumature tenui e delicate. Nei pressi dei muretti a secco che un tempo vedevano coltivazioni di ortaggi e cereali  si notano i colori  accesi dei ciliegi selvatici, o rinselvatichiti. Mentre gli ultimi animali al pascolo si apprestano a ritornare verso il fondovalle,  gli uccelli che già hanno lasciato gli alpeggi più alti  becchettano tra i rami: alcuni già si spingono fino alle abitazioni in cerca di briciole, o degli ultimi frutti rimasti sulle coltivazioni.

Lungo il torrente Vogna: larici (Franco Gray)

Lungo il torrente Vogna: larici (Franco Gray)

In alto – Verso la Frazione Peccia: il torrente Vogna in un tratto relativamente tranquillo e i larici che lo costeggiano. Nell’inserto circolare: un ramo con pigne e licheni 

Tra i fabbricati, un pettirosso  (Franco Gray)

Tra i fabbricati, un pettirosso (Franco Gray)

San Grato: il vecchio larice e una cincia mora (Fotoelab. Franco Gray)

San Grato: sul tronco del vecchio larice i segni del tempo e i fori lasciati dai picchi e da altri animali   (Franco Gray)

La pista forestale si arresta nei pressi della Frazione Peccia. Superate le case il tracciato porta all’oratorio di  San Grato e al suo larice segnato dagli anni e dalle avversità atmosferiche… 

A destra –  Un particolare del larice con i segni del tempo ben visibili sul tronco. Nell’inserto circolare una cincia mora. 

Il vecchio larice della Peccia che cresce sul lato a monte dell’oratorio invita a scoprire una storia lunga  secoli. Com’è ben noto, a differenza delle conifere sempreverdi i larici perdono le foglie in autunno: la luce che, in primavera, filtra facilmente tra i rami ancora spogli  permette la crescita dell’erba sin dallo scioglimento dell’ultima  neve. Di conseguenza – regolati da interventi umani lontani – questi alberi dalle radici possenti sono sempre presenti nei pascoli, lungo i torrenti  sui fianchi dei monti.  Il loro  legname rossastro – scurito dal tempo – caratterizza le case di legno e di pietra della tipica architettura Walser.  Poco più avanti, lungo il sentiero troviamo vecchi tronchi di ciliegio: seconde alcune fonti i ciliegi e le visciole erano piantati sia per ricavare qualche frutto (siamo immersi nel clima di quota 1500 m sul livello del mare) sia per “distrarre” gli uccelli dalle coltivazioni ortive.

Val Vogna,  l'oratorio di San Grato

L’oratorio di San Grato – Foto a ritroso dal sentiero che porta alla Montata  (Franco Gray)

 Foto in alto– Attorno all’oratorio di San Grato  il verde dei larici che –  tra le macchie di colore delle latifoglie –  vira ormai verso i colori tenui dell’autunno. Il sentiero porta alla località “Montata” e al torrente Sulino, con il  “ponte napoleonico”.   Sulla sponda destra si va verso gli alpeggi e le sorgenti del torrente Vogna. Proseguendo oltre la Montata ci si dirige invece verso l’Alpe Larecchio e le altre mete illustrate nel cartello posizionato in un’area di sosta ai lati del sentiero…

 

Val Vogna - Dettagli  di un cartello

Nuove mete, altri colori – Dettagli di un cartello

 

Pettirosso

 Franco Gray – All’anagrafe: Franco Bertola

  Vai a

Val Vogna: settembre tra prati e pascoli

I prati della Val Vogna

Val Vogna quattro stagioni: galleria fotografica   FOGLIA 100-x-75 Avvertenza –  Sono gradite le condivisioni, ma tutto il materiale pubblicato  in questo sito resta  proprietà degli  autori e non potrà essere utilizzato da terze persone senza la loro esplicita autorizzazione. Le eventuali citazioni dovranno contenere la fonte con il titolo del sito.