Valsesia – Siamo nel comune di Scopa, al Ponte di Scopetta: appunti sulle specie presenti attorno al Ponte (il noto Ponte dei Dinelli) prima della piena della Sesia dell’ottobre 2020.

Da Google Earth: Scopetta, il ponte dei Dinelli

Da Google Earth: Scopetta, il Ponte dei Dinelli

In StorieNaturali si trovano riferimenti alla zona qui presa in esame. Altri articoli ne mostrano le attrattive: spiaggia, relax, posta ciclabile, sport d’acqua. Chi fosse interessato alla storia geologica del territorio valsesiano troverà inoltre informazioni sul Supervulcano della Valsesia  

Ponte dei Dinelli - Erbe e arbusti intorno alle rocce (Franco Gray)

Erbe e arbusti intorno alle rocce (Franco Gray)

 

In questo articolo: una galleria fotografica per ricordare le forme di vita intorno al ponte prima della disastrosa alluvione dell’ottobre 2020. La piena, in effetti, spazzò via piante e animali. 

Foto a lato – Tra le rocce e gli arbusti, una delle pozze alimentate dall’acqua piovana.

Foto sottoIl ruscello che, dalla zona umida intorno al campeggio dei Dinelli attraversa la strada provinciale.  Scorrendo tra prati e alberi, il modesto corso d’acqua  incontra un affluente e si getta infine nella Sesia. Lungo le sponde, verso la Sesia si sentivano i profumi della menta…  

Il ruscello della sponda sinistra che si getta nella Sesia  (Franco Gray

Il ruscello della sponda sinistra (Franco Gray)

Tra le sponde

BuBuddleja e farfalle - Nell'inserto: Papilio machaon

La Buddleja e le farfalle (Franco Gray)

Foto in alto – L’arbusto (Buddleja davidii), specie alloctona  nota come “pianta delle farfalle” per i suoi fiori gonfi di nettate. Oltre alle farfalle, i profumi  e le riserve alimentari che la pianta produce attirano miriadi di insetti, api mellifere comprese; colonizzava le sponde e  i ghiaioni. Nell’inserto circolare: Papilio machaon.

Mora del Giappone (Rubus phoeniculasiu) - Boccioli  (Franco Gray)

Mora del Giappone (Rubus phoeniculasius: boccioli (Franco Gray)

Foto a lato – Boccioli della “Mora del Giappone“, un rovo dalle spine deboli arrivato dall’Oriente fino alle sponde della Sesia: cresce accanto ai rovi autoctoni…

Vai a  La piena 

Buddleja, Mora del Giappone e Reynutria. Se ne parla in un articolo già pubblicato.  Altri sono in gestazione.

Vai a Lungo la pista ciclabile 

Foto sotto – Una foraggera (Veccia): cresceva accanto alla Reynutria japonica, una specie alloctona. Sullo sfondo la rampa di accesso al ponte con il cartello giallo che segnalava il tracciato della pista ciclabile. La forza dell’acqua travolse le parti in legno e – come mostra la foto conclusiva –  si portò via il pannello che illustrava la natura delle rocce.

Ponte dei Dinelli

In primo piano: Veccia in fiore (Franco Gray)

Pozze e dintorni

Pozze e dintorni: a sinistra  tife, al centro una pozza alimentata esclusivamente dall'acqua piovana, a destra una libellula

Pozze e dintorni prima della piena: tife e libellule (Franco Gray)

Ape bottinatrice su verbasco

Ape bottinatrice su verbasco (Franco Gray)

Prima della piena, sulle ghiaie tra le sabbie e le pozze crescevano gli arbusti, sulla sabbia fiorivano le saponarie e i verbaschi, le pietre erano ricoperte dal timo. Parecchi piccoli alberi – veri e propri bonsai naturali – insinuavano le loro radici nelle crepe delle rocce, le sponde dei ruscelli erano una vetrina della vita tra il mondo sommerso e la terra, un rifugio per le specie che  – nate nell’acqua senza dover sfidare la forza della corrente – dopo varie metamorfosi la lasciano per tornare a vivere tra la vegetazione delle sponde. Alla fine di  marzo già si notavano le prime uova di rana, poi i girini che ne nascevano andavano via via calando di numero: segno evidente della presenza di predatori molto attivi. Tra questi, i ditischi e le larve delle libellule. Tra l’acqua e la terra oltre agli insetti e agli anfibi era inoltre possibile osservare il microcosmo dei ragni, dei rettili, degli uccelli e dei piccoli mammiferi. 

Vai a  Appunti di primavera 

Intorno a questo mondo in perenne crescita e movimento troviamo gli alberi delle sponde: tigli e ontani. Al di là degli aspetti ricreativi e sportivi il ponte dei Dinelli ha dato e darà ancora  spunti per  nuove osservazioni: tra le crepe delle rocce, ad esempio, sono rimasti alcuni alberelli, ricompaiono muschi, felci  ed erbe.

Siamo sulla Linea Insubrica. La foto sotto porta ai resti del cartello e a parte del testo esplicativo sulla storia geologica del luogo: è stato ritagliato da una foto scattata prima della piena dell’ottobre 2020.  Ora, tra le rocce e i ciottoli nelle pozze tornate tranquille nuotano alcuni girini; sono tornati degli insetti, ma le risorse alimentari  sono ancora scarse: le piante d’acqua stentano ad insediarsi…

Ponte di Scopetta - Tra passato e presente: il cartello divelto dalla piena e il testo che illustrava la natura geologica del sito (Franco Gray)

Ponte di Scopetta – Tra passato e presente: il ricordo di un cartello  e i resti del supporto metallico che lo reggeva (Franco Gray)

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Un paradiso naturalistico in ricostruzione

Come sempre avviene, lungo il greto dei fiumi di media montagna tra i ciottoli arrivati dalle quote più elevate si possono rinvenire  le forme di vita “resilienti” e quelle abbandonate dalla corrente: compenseranno quelle trascinate a valle. 

Come e quando le pozze  e le sponde della Sesia torneranno a popolarsi lo vedremo in altri articoli…

Testo e foto: Franco Gray (all’anagrafe. Franco Bertola)

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