In questo articolo: osservazioni sul nespolo, un alberello di boscaglia che rinselvatichisce facilmente. Lo troviamo sui versanti montani, tra gli incolti e nei pressi delle case di campagna.

Fiore di nesplo

Fine maggio, fiore di nespolo

Il fiore del nespolo contiene sia gli organi riproduttivi maschili che quelli femminili all’interno dello stesso calice. Nella foto in alto sono ben visibili gli organi maschili (stami) i filamenti bianchi e le antere. L’apparato femminile (Gineceo) mostra gli stili collegati con l’ovario dove si formeranno i semi legnosi racchiusi nelle nespole. L’insetto posato tra i petali contribuisce all’impollinazione, ma la pianta è autofertile e può fecondare il fiore utilizzando il suo stesso polline: di conseguenza la fecondazione incrociata non è indispensabile e troveremo le nespole anche sugli alberelli che crescono isolati.

Nespola immatura

Fine agosto, Valsesia: una nespola immatura tra le foglie di un arbusto (Mespilus germanica) cresciuto spontaneo lungo un sentiero ai bordi di un bosco

Mesi freddi

Femmina di merlo sui rami di un nespolo

Mesi freddi: una femmina di merlo si ciba delle nespole ormai ammezzite

Cinciallegra, autunno

Autunno: le nespole stanno ammezzendo. Tra i rami carichi, una cinciallegra

Se gli uccelli si cibano sui rami dei nespoli, le nespole che cadono al suolo diventano cibo per molti mammiferi. Volpi, tassi, cinghiali e piccoli roditori – così come fanno gli uccelli – ne diffondono i semi: in questo modo troviamo i nespoli lontano dalle abitazioni e nei luoghi più impervi.

Piantagione – Il nespolo selvatico attecchisce facilmente nei boschi radi, esposti al sole e ben drenati. Anche i terreni incolti  – purché asciutti ed esposti possibilmente a Sud-Ovest – sono utilizzabili per la produzione di nespole. In associazione con il biancospino, la rosa canina, il prugnolo e i mirabolani i nespoli aiutano a formare la siepe ideale, con fioriture che iniziano già a febbraio (mirabolani) e che proseguono fino alla tarda primavera. Seguiranno i frutti estivi fino all’autunno, quando la siepi si caricano di colori. Arrivato l’inverno, i frutti rimasti sui rami forniranno cibo agli animali selvatici. Le nespole sono forse l’ultima risorsa: nella foto a lato una cinciallegra, nelle foto sotto un pettirosso cerca sostentamento tra i rami coperti di neve.

 

Pettirosso tra i rami di un nespolo carico di frutti

Ultime nespole, prima neve. Un pettirosso becchetta tra i rami di un nespolo 

Testo e foto: Franco Gray (All’anagrafe: Franco Bertola)

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